La Ricostruzione Post Sisma

Qui in Emilia si è fatta. Un’esempio virtuoso per l’Italia.

Un terremoto, quello del 20 e 29 Maggio 2012, devastante. Oltre 4 provincie e 33 comuni coinvolti. Oltre 30.000 abitazioni e 66.000 unità produttive dichiarate inagibili. A questo si aggiunge il patrimonio pubblico: oltre 200 scuole completamente inagibili, 5 ospedali completamente chiusi, oltre 1.000 luoghi sportivi, culturali e di culto con danni ingenti. Questa la fotografia all’indomani delle due scosse che hanno colpito la nostra terra. Rispetto a quanto avvenuto in altre zone d’Italia duramente colpite da eventi sismici, qui l’impostazione della ricostruzione, la laboriosità degli emiliano-romagnoli, la presenza di Istituzioni regionali forti (che insieme ai Comuni hanno collaborato), hanno consentito di raggiungere risultati enormi.

A dircelo sono i numeri: in molti Comuni la ricostruzione è in via di completamento e la Regione ha assegnato in questi 7 anni quasi  800 mln di euro per la ricostruzione pubblica e 4,7 miliardi per la ricostruzione privati (abitazioni e imprese). Il processo è tutto documentato, tanto che chiunque può andare sul sito appositamente creato dalla Regione Open Ricostruzione a verificare quanto fatto. Chi mai poteva immaginare che in 7 anni tanto si potesse fare? A guardare gli eventi passati e presenti in Italia ben pochi avrebbero creduto ad un processo così veloce nella ricostruzione post sisma. Penso che questo vada ribadito all’Europa e all’intera Italia. Qui è successo, la ricostruzione è stata possibile nel rispetto delle norme e della legalità. Pieve di Cento, dove ho avuto l’onore di fare il Sindaco in questi anni, né è un esempio.

Oltre 18 mln di euro investiti in opere pubbliche e quasi 17 mln di euro ai privati che hanno riqualificato le loro abitazioni e imprese danneggiate dal sisma. Oggi basta venire a Pieve di Cento e vedere un centro storico rinato, dove la bellezza e la sicurezza degli edifici racchiudono una grande comunità, fiera delle proprie tradizioni e allo stesso tempo aperta alle innovazioni e alla modernità. La ricostruzione a Pieve non è stata solo numeri, lavoratori, risorse, cantieri. A Pieve abbiamo impostato la ricostruzione come un occasione di rilancio della nostra comunità sotto il profilo comunitario, architettonico e culturale. Lo abbiamo fatto facendo ri-scoprire la ricchezza culturale della storia da cui proveniamo: dal ruolo della Pieve (l’attuale Collegiata di Santa Maria Maggiore) alla storia delle opere d’arte del Guercino e del Guido Reni salvate e valorizzate a Pieve dopo il 29 Maggio, dalla riqualificazione della Rocca del ‘300 dove è stato inaugurato il Museo delle Storie di Pieve in cui comunità e cittadini dialogano sul passato ed il futuro di Pieve, alla creazione di una nuova Biblioteca-pinacoteca nell’edificio che fino al 2012 ha ospitato le scuole elementari.  Lo abbiamo fatto cogliendo l’occasione di ripensare alcuni spazi pubblici come la creazione del nuovo quartiere delle arti (17.000 mq di superficie in cui insistono 5 luoghi dedicati alla cultura e alla conoscenza), nuovi servizi per i cittadini come una Casa della Musica (progettata dall’Arch. Mario Cucinella), come un nuovo Asilo Nido dove ha trovato spazio anche l’Associazione Ferfilo che si occupa di proporre attività per bambini e famiglie in orari extrascolastici, come la nuova residenza ANT Giuseppina Melloni. Lo abbiamo fatto sostenendo la comunità che oltre a rafforzarsi anche come numero di attività commerciali e di servizi insediate, ha dato vita ad alcune nuove associazioni che qualificano Pieve: Ferfilo’ appunto, Il nuovo Gruppo FAI di Pieve di Cento, i volontari Ant, l’Associazione Girasole.

Su questo quindi abbiamo puntato in un epoca di odio e di chiusura verso il nuovo ed il diverso: il rafforzamento della comunità e delle sue relazioni, la riscoperta della propria cultura e storia per ripensare ad un futuro nuovo. Un futuro dove il centro storico, l’arte, la conoscenza e la cultura possano rappresentare un’opportunità di sviluppo ed una condizione per vivere meglio. A distanza di 7 anni oggi Pieve di Cento è una comunità più ricca di rapporti e vivace che ha da pochi mesi ottenuto il riconoscimento del Touring club di “Bandiere Arancioni”. Una bella storia quella di Pieve, una testimonianza di un’Italia viva che può guardare con speranza al futuro a partire dalle straordinarie esperienze locali.

 

Pieve di Cento (BO)