domenica 22 marzo 2009

CRISI ECONOMICA: LE MISURE DEL DISTRETTO

Le conseguenze della crisi economica sono devastanti: milioni di lavoratori in cassa integrazione (ordinaria o straordinaria) migliaia di ragazzi e ragazze precari a cui non viene rinnovato il contratto.

Nella sola Provincia di Bologna si contano oltre 570 imprese in crisi e il numero è destinato ad aumentare nei prossimi mesi.
Sono oltre 20.000 i lavoratori ai quali sono stati applicati i diversi ammortizzatori sociali.

Il Presidente del Consiglio si ostina a non citare dati chiari sulla crisi e a non fornire risposte adeguate. Dopo lo sbandierato invito all’ottimismo ha annunciato negli ultimi giorni un piano di opere pubbliche ed un inquietante piano edilizio, che consentirà di costruire in spregio a tutte le norme fino ad oggi tese a garantire la sicurezza delle abitazioni.

Nel desolante panorama politico le uniche proposte degne arrivano dal PD. Il neo Segretario Franceschini ha proposto l’assegno di disoccupazione come avviene in molti altri paesi dell’Europa, costringendo il Governo, che pure l’ha rifiutato, a raddoppiare l’una tantum del dieci per cento annuo.Franceschini ha inoltre proposto un contributo da trattenere, solo per il 2009, dai redditi superiori a 120.000 euro annui a beneficio delle persone in difficoltà.

Anche Il Comune di Pieve sta prendendo provvedimenti per contrastare la crisi e sostenere chi in questo momento ha più bisogno. Insieme ai Comuni del Distretto Pianura EST, in accordo con i Sindacati dei lavoratori e dei pensionati, Pieve si è impegnato nella costituzione di un Fondo per sostenere con specifici progetti i cittadini che perdono il lavoro riservandosi, sulla base delle risorse del fondo, di:

a) concedere agevolazioni tariffarie ai nuclei famigliari assoggettati a sospensione o riduzione dell’attività lavorativa per processi di crisi occupazionale sui servizi gestiti direttamente dai Comuni e/o in convenzione dalle ASP (Aziende servizi alla persona) ed altri soggetti gestori per i servizi sociali, socio-sanitari, educativi, rivolti agli anziani e disabili, con modalità che dovranno comunque misurare la riduzione della capacità economica della famiglia interessata;
b) costituire un Fondo Distrettuale, con le risorse messe in campo dalla programmazione del Piano triennale per il benessere e la salute, che possa permettere di sostenere progetti individualizzati di aiuto per cittadini che perdono il lavoro con: borse lavoro (gestite anche in collaborazione con le Cooperative sociali del territorio, finalizzate sia al reinserimento lavorativo che al sostegno al reddito, destinate principalmente a lavori di riconosciuta utilità sociale); corsi di riqualificazione e di formazione per riconversioni produttive con l’obiettivo del reinserimento lavorativo; il potenziamento dei servizi, già attivi con Microbo, per la concessione di prestiti d’emergenza e di microcredito anche attraverso l’attivazione di un servizio di credito d’emergenza per le microimprese e le imprese individuali in situazione di difficoltà;
c) sostenere la sussidiarietà attraverso il consolidamento e la formalizzazione nei territori di tavoli della solidarietà formati da volontariato, dalle Associazioni, dalle Fondazioni, dalle Cooperative che, a vario titolo, si occupano del “sociale” e che possono essere in grado di recuperare risorse finanziarie per aiutare le famiglie in difficoltà e per contrastare emarginazione ed esclusione sociale;
d) avviare con celerità un tavolo di confronto con la Cooperazione sociale, le ASP e gli altri soggetti gestori di servizi sociali e socio-sanitari per l’adozione di ulteriori azioni a sostegno delle famiglie colpite dai provvedimenti citati e collegati all’attuale crisi economica, come per esempio dilazionamento del pagamento delle rette, maggiore flessibilità nei servizi.

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